Lo sfogo dell’agente..

Print Friendly, PDF & Email

icona piccolabmp2In attesa delle prossime ricette, vorrei commentare con voi quanto è successo la scorsa settimana durante una manifestazione studentesca tenutasi a Bologna. Il protagonista di questa vicenda è uno dei capi-squadra del Reparto impegnato nelle attività di ordine pubblico.
Durante il corteo, come spesso avviene in ordine pubblico, il collega e la sua squadra erano stati schierati a protezione di un obiettivo sensibile, la sede di un partito politico. Contro di loro, al passaggio della manifestazione, un fitto lancio di uova, parecchi petardi e gli immancabili insulti.  Insomma, niente di nuovo..
Quello che ha fatto scalpore e che ha acceso gli appetiti dei media per qualche giorno, è stata la reazione del capo squadra. Il collega, uno sbirro d’esperienza trentennale a quanto pare, dopo il passaggio del corteo ha sfogato la sua opinione dinanzi alla  stampa accorsa ad immortalare l’ennesimo martirio (Il video è visibile sul sito de “La Repubblica”)..
Di sensazionale nella notizia c’è soltanto una cosa.. Il collega, rischiando anche sanzioni disciplinari e problemi sul lavoro, ha deciso di rendere pubblico il suo sfogo “tradendo” quell’immagine imperturbabile imposta a uno sbirro..  Perché? Provate a immedesimarvi in quegli sbirri cercando, onestamente, di accantonare eventuali pregiudizi.. almeno per un attimo calatevi nei panni di quegli uomini mentre cercano di nascondersi dietro lo scudo del collega o schivare le uova, le pietre oppure le bomba-carta sperando di riportare la pelle a casa per l’ennesima volta, consapevoli che anche una partita di pallone può trasformarsi in una tragedia (Filippo Raciti).
Davanti a voi la folla, inferocita, v’identifica come il nemico prescindendo le vostre convinzioni personali. Alle vostre spalle un simbolo da difendere, qualcuno ha stimato valga più delle vostre ossa… Le urla, gli spintoni, il fumo dei lacrimogeni che vi soffoca mentre il fragore delle bombe-carta vi spacca i timpani.. la tensione sale. Vi hanno addestrato per questo, vi hanno insegnato che quando comincia a “fare caldo”, bisogna spingere e caricare, “alleggerire”… ma l’ordine non arriverà, voi sapete che gli sbirri pestati non hanno mai commosso nessuno e non nuocciono alla carriera..
Siete scossi? Ve ne farete fare una ragione! E’ per questo che vi pagano.. per fare da controfigura ai potenti che schierano la Polizia anziché risolvere i problemi della gente comune.
Fortunatamente il corteo passa e, almeno per il momento, tutto ritorna alla calma.
Se siete fortunati, il vostro lavoro oggi è finito, presto tornerete in caserma dove, lontano da occhi indiscreti, potrete sfogare il vostro disagio tra le mura alte e spesse di un mondo che vive rintanato per dare di sé l’immagine di una fiction.
E mentre il materiale tossico sedimenta dentro di voi, giorno dopo giorno, potrete usufruire dei confort di una vecchia caserma malandata pensando ai vostri cari dall’altra parte dello stivale; oppure ritornare nell’agiatezza conquistata con il vostro stipendio da fame in qualche quartiere popolare, tra la gente che, sempre più spesso, vi capita “d’incontrare al lavoro”..

Sono convinto che il collega aveva ancora tanto dire… a voi le conclusioni..

 

Precedente Torta salata di bietole con yogurt greco Successivo Merluzzo alla ghiotta